Dieta per diabete

Dieta per diabete
Dieta per diabete

Quando un soggetto presenta anche una minima alterazione nella tolleranza degli zuccheri, è importante intervenire subito con una modifica della dieta, per riequilibrare il metabolismo prima che si producano altri guai.

Chi ha un diabete conclamato, non insulino-dipendente, dovrà seguire rigorosamente la dieta, oltre ad assumere farmaci ipoglicemizzanti che il medico gli avrà prescritto. Mentre, chi ha un diabete giovanile, o insulino-dipendente, dovrà abbinare alla dieta le iniezioni di insulina, secondo i dosaggi prescritti.

La dieta è quindi la componente essenziale dell’approccio terapeutico in ogni stadio della malattia e va seguita rigorosamente per assicurare all’organismo il maggior equilibrio metabolico possibile.

Il tipo di dieta

La dieta deve naturalmente essere personalizzata, in quanto va calcolata in base all’età, al sesso, al peso ideale, all’attività fisica del singolo soggetto. Il fabbisogno calorico medio è di 30 calorie per chilo di peso corporeo ideale, per cui un uomo alto 1,75 m che dovrebbe pesare intorno ai 70 kg, ha un fabbisogno giornaliero di circa 2100 calorie, che potrà arrivare a 2800-3000 calorie se fa un lavoro pesante o comunque non sedentario.

Se il diabete o l’alterata tolleranza al glucosio si associano ad obesità o quanto meno a sovrappeso, la dieta deve aggirarsi su un apporto calorico di circa 20 calorie pro chilo al giorno (cioè deve essere ridotta di circa 600-800 calorie), fino al raggiungimento del peso ideale, dopodiché si potrà proseguire con la dieta di mantenimento. Nei bambini o nei ragazzi, il contenuto calorico deve essere superiore (da 50 a 100 calorie per chilo, a seconda dei casi), per evitare crisi di ipoglicemia dovute all’iperattività fisica, tipica dei giovanissimi.

Negli anziani, invece, il contenuto calorico giornaliero va ridotto di circa il 20 % dopo i settant’anni e del 30 % oltre i settanta, in quanto il fabbisogno energetico cala con l’avanzare dell’età e la riduzione dell’attività fisica.

Le proporzioni dei vari componenti nutritivi :

  • Le proteine devono costituire il 15-20 % dell’apporto calorico;
  • I grassi non devono superare il 25-30 %, con preferenza per quelli di origine vegetale, ricchi di acidi grassi polinsaturi. Un alimentazione troppo ricca di grassi, soprattutto di origine animale, favorisce l’obesità e l’insorgenza di aterosclerosi e diminuisce la già ridotta tolleranza al glucosio;
  • Il restante 45-55 % deve essere costituito da carboidrati, la fonte indispensabile di energia. Occorre però fare una netta distinzione tra carboidrati e zuccheri semplici o complessi. I semplici, cioè il saccarosio ed il glucosio, devono essere totalmente eliminati. L’unico zucchero semplice tollerato è il fruttosio , contenuto nella frutta fresca, fino ad un massimo di 20 g al giorno(oltre questa quantità si converte in glucosio), in quanto la sua utilizzazione non richiede insulina. Devono invece essere consumati gli zuccheri o carboidrati complessi, ad assorbimento lento, come negli amidi contenuti nei cereali e nei legumi. In sostituzione dello zucchero potrete usare come dolcificante la saccarina, i ciclamati o anche il fruttosio.

Consigli generali

  • L’acqua non deve essere limitata;
  • Il vino si può bere un bicchiere a pasto, ma si devono eliminare le altre bevande alcoliche,
  • Non è necessario ridurre il sale;
  • Supplemento di fibre come crusca o pectina può essere d’aiuto, così come l’utilizzo di cibi integrali;
  • Dividere l’apposto calorico possibilmente in 4 pasti in modo da ridurre al minimo i picchi di glicemia.

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