Insulino resistenza quali rimedi naturali sono utili di supporto

Quando i livelli di zucchero nel sangue sono più alti del normale, ma non abbastanza alterati da essere classificati come diabete, abbiamo un problema di Insulino Resistenza, ovvero una situazione di pre-diabete. In questo caso, la Tolleranza al Glucosio è compromessa.

Insulino resistenza quali rimedi naturali sono utili di supporto

L’aumento dell’insulina e quindi della glicemia, possono causare: maggior predisposizione ad avere vista offuscata, estrema stanchezza, bere ed urinare di più del normale.

L’insulino resistenza è una patologia che colpisce un numero significativo di persone che si aggira intorno ad oltre 470 milioni. Chi non diagnostica in breve termine questo tipo di sofferenza, nel lungo periodo tenderà a sviluppare poi il diabete di tipo 1 o di tipo 2. Chi soffre di insulino resistenza, è stato dimostrato in alcune ricerche, sono spesso carenti di vitamine e sostanze nutritive, specialmente in carenza di Vitamina D ed assorbimento del calcio nel corpo, che aiuta a controllare non solo ipertensione, ma anche obesità e diabete.

Le erbe tradizionali possono offrire una nuova opzione per la gestione dei livelli di zucchero nel sangue, da soli o in combinazione con altri trattamenti.

Banaba (Lagerstroemia speciosa)

È comunemente chiamato come il fiore della regina, orgoglio dell’India,  mirto regina. Riduce i livelli di zucchero nel sangue (effetto ipoglicemizzante), facilita il trasporto del glucosio nelle cellule e riduce la quantità di trigliceridi. Il tè delle foglie viene usato contro il diabete mellito e per la perdita di peso. Le foglie di banaba sono in grado di ridurre la glicemia a causa dell’acido (glicoside triterpenico) e di altri fitochimici. I fitochimici nelle foglie della banaba agiscono a livello molecolare perfezionando il recettore dell’insulina danneggiato, che è la causa della resistenza all’insulina. Sono stati condotti studi sull’efficacia e la sicurezza della banaba (Lagerstroemia speciosa L.) e acido corosolico e non sono stati osservati o riportati effetti avversi negli studi. È stato riportato che l’acido corosolico riduce i livelli di zucchero nel sangue entro 60 minuti nei soggetti umani ed inoltre presenta attività antiiperlipidemiche e antiossidanti. La Banaba contiene anche concentrazioni di fibre alimentari e minerali come magnesio e zinco. Aiuta il corpo a gestire il glucosio ed è quindi efficace anche nella perdita di peso e contro l’obesità. L’effetto ipoglicemizzante (riduzione della glicemia) è simile a quello dell’insulina (che induce il trasporto del glucosio dal sangue alle cellule del corpo).

Bitterwood (Quassia amara)

Comunemente chiamato legno Suriname, I risultati indicano che l’estratto di quassia amara può essere potenzialmente prezioso nel trattamento del diabete e della dislipidemia associata. Questa pianta possiede anche proprietà antileucemiche, antitumorali, antibatteriche e antifungine. È usato nei casi di anoressia nervosa, ed è efficace nelle malattie croniche del fegato con attività anti-malaria.

Santo basilico (Ocimum sanctum)

È comunemente chiamato come Santo Basilio, Tulsi o Tulasi E’ usato nel trattamento ayurvedico. Può avere un effetto positivo sulla glicemia a digiuno e sulla glicemia dopo i pasti. La pianta svolge un ruolo nella gestione di disturbi immunologici come allergie e asma. Il succo delle foglie è usato contro il diabete e la febbre. Ha proprietà anti-spasmodiche, allevia i dolori addominali e aiuta a ridurre il livello di zucchero nel sangue

Fieno greco (Trigonella foenum-graecum)

Il fieno greco è un’erba che si trova in tutta l’India e i suoi semi sono solitamente usati come uno dei principali componenti delle spezie indiane. Il fieno greco è usato per trattare numerosi problemi di salute, tra cui resistenza all’insulina, diabete, scarso appetito, infiammazione, problemi digestivi e sintomi della menopausa. La 4-idrossileucina, un nuovo amminoacido dai semi di fieno greco aumenta il rilascio di insulina stimolato dal glucosio. È stato dimostrato che aumenta i recettori dell’insulina eritrocitaria e migliora l’utilizzo periferico del glucosio, mostrando quindi potenziali effetti pancreatici ed extrapancreatici.

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