Le proprietà della liquirizia 

La radice della liquirizia è molto conosciuta nel mondo occidentale e non solo, e consiste (oltre che in un prodotto dal quale si possono ricavare dolci e altri cibi gustosi) anche in un antichissimo rimedio naturale, un vero toccasana per una serie di problemi del corpo. 

La liquirizia è una pianta originaria dell’area mediterranea e mediorientale. Le antiche civiltà egiziana, romana, greca, indiana e cinese ne conoscevano le peculiarità curative.

Può essere un vero aiuto per alcuni problemi fisici o essere controindicata: vediamo in che casi può essere d’aiuto per il benessere e quando invece è dannosa. 

 

Proprietà benefiche della liquirizia

 La liquirizia contiene una molecola, la glicirizzina, ma anche flavonoidi e asparagina. La glicirizzina sarebbe proprio la molecola dalla quale derivano le proprietà curative di questo prodotto, in quanto avrebbe proprietà anti infiammatorie, utili soprattutto per curare le infiammazioni che coinvolgono l’intestino: le saponine, contenute sempre nella liquirizia, sono invece utili per la loro funzione espettorante. 

In generale è riconosciuto il ruolo della liquirizia per il benessere dell’apparato digerente, e per attenuare il dolore che è causato dal reflusso gastrico, ma anche per diminuire la sofferenza connessa all’ulcera gastrica. La liquirizia è nota anche per la sua funzione positiva verso l’apparato respiratorio, in particolare per le già citate proprietà espettoranti. 

La liquirizia è anche eccellente per le infiammazioni dell’intestino e può lenire i dolori provocati da alcune patologie, come il morbo di Chron, la sindrome del colon irritabile ed anche la colite con ulcera. Può essere assunta sotto forma di estratti, tisane, decotti. 

 

Controindicazioni della liquirizia

 

La liquirizia può avere degli effetti collaterali che è bene non sottovalutare: ad esempio essa può aumentare i livelli di cortisone e portare al riassorbimento del sodio, quindi alla ritenzione d’acqua, può causare l’aumento della pressione e la perdita del potassio: è sconsigliata durante la gravidanza e se si assumono farmaci, è meglio domandare prima al medico, senza assumere la radice da soli.

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