Vitamina C: che cos’è, a cosa serve e in quali frutti si trova

La vitamina C, o Acido L-Ascorbico, è uno dei micronutrienti più importanti per il nostro organismo. Si tratta di uno di quei nutrienti la cui carenza può avere conseguenze anche gravi, come lo scorbuto, patologia causata primariamente proprio dalla sua mancanza.

Tuttavia, nonostante oggi il quantitativo necessario non sia difficile da raggiungere, visto che le possibilità di trovarla negli alimenti sicuramente non mancano, è importante fare attenzione ad assumerla.

vitamina c quanto è importante

Perché se lo facciamo poco non arriveremo ad ammalarci, ma il nostro corpo potrebbe quantomeno risentirne in negativo, e questo deve essere evitato.

Le funzioni della vitamina C

Una delle funzioni principali svolte dalla vitamina C è quella della sintesi del collagene, che viene prodotto per riparare le ferite e crea le cicatrici, oltre a proteggere esternamente gli organi formando una rete di protezione.

Influisce poi sulla sintesi dell’ormone precursore degli ormoni tiroidei: in pratica, per essere secreti gli ormoni tiroidei devono essere a loro volta stimolati da altri ormoni, prodotti nel cervello in base alla necessità. Se non venissero prodotti (perché manca la vitamina) verrebbero meno gli effetti di termoregolazione, di metabolismo, di crescita dei capelli e di funzionalità degli organi interni.

Altra funzione è quella della sintesi degli acidi biliari, che hanno lo scopo di emulsionare (spezzare) i grassi rendendoli più facilmente digeribili ed assinilabili (altrimenti finirebbero così come sono nelle feci). E, sempre nell’intestino, rende il ferro assimilabile, mentre a cose normali non lo sarebbe.

Dove si trova la vitamina C

La vitamina C, nonostante sia essenziale per l’uomo e per gli animali, non viene prodotta dagli organismi animali, per cui l’unico modo per assumerla è quello dell’alimentazione vegetale.

Tra gli alimenti vegetali, quelli che ne contengono di più sono i peperoni: potrebbe sembrare strano, ma anche cotti (la vitamina ha una temperatura di degradazione molto alta) forniscono tantissima vitamina C; stesso vale anche per il peperoncino che si mette nei piatti per dare piccantezza, anche se le quantità in questo caso sono minime (perché di peperoncino se ne mette poco).

Seguono poi alcuni tipi di cavoli, come i broccoli e i cavoletti di Bruxelles che ne contengono discreta quantità, seguite a ruota dal Kiwi, uno dei frutti che ne è più ricco in assoluto.

È solo a questo punto che arrivano gli agrumi, che sono a pari merito con le fragole: il collegamento automatico agrumi-vitamina C è una credenza del passato, quando questi frutti venivano messi sulle navi proprio per evitare lo scorbuto, ma ad oggi sappiamo bene che ci sono alimenti che contengono molta più vitamina C rispetto ad altri.

Insomma, con le possibilità che abbiamo oggi certo non ci sono problemi di assunzione, ma deve essere sempre ribadita l’importanza di una dieta sana ed equilibrata: se non la abbiamo, i rischi di carenza ci sono, anche nella società del benessere.

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